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paolo

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Le disavventure del gatto Oscar.

Sulle imprese belliche delle due guerre mondiali si è scritto moltissimo, ma che tra i vari protagonisti ci fossero anche i gatti, non fa che confermare la teoria delle loro sette vite.
La personalità ambigua del gatto lo rende ai nostri occhi, predatore indipendente e al tempo stesso amico inseparabile. Ma quello che più stupisce è la capacità di adattamento, anche dove meno te l'aspetti: a bordo di una nave.

Molti dei gatti imbarcati su navi militari durante la prima e la seconda guerra mondiale, sono diventati leggendari per il loro coraggio e spirito di adattamento, ispirando tutta una letteratura di storie, in tempo di guerra e di pace, favole, poesie, dipinti e perfino monumenti commemorativi.

Tra questi va ricordato Oscar, di età sconosciuta, fu imbarcato da un marinaio tedesco sulla Bismarck nel 1941 e quando pochi giorni dopo la nave fu affondata, venne trovato in mare, su un asse galleggiante, dalla Marina Britannica che lo portò a bordo della HMS Cossack nel Mediterraneo.
Anch’essa però fu silurata e affondata pochi mesi dopo, il 24 ottobre, uccidendo 159 membri dell'equipaggio, ma Oscar sopravvisse di nuovo per essere salvato e portato a Gibilterra, dove fu imbarcato sulla portaerei HMS Ark Royal dove fu ribattezzato "l'inaffondabile Sam".
Invece Convoglio era il gatto a bordo della nave HMS Hermione.
Era così chiamato a causa del numero di volte che ha accompagnato la nave nelle missioni di scorta dei convogli. Convoglio era considerato un membro dell'equipaggio, tanto da essere elencato nel libro di bordo e fornito di kit completo, tra cui una piccola amaca in cui ha dormito.
Fu ucciso insieme a 87 dei suoi compagni di equipaggio quando Hermione fu silurata e affondata il 16 giugno 1942 dal sottomarino tedesco U-205 .

Recentemente, gli Archivi Nazionali Americani hanno completato un imponente progetto di scansione, digitalizzando 63.000 fotografie della prima guerra mondiale per la serie Unofficial Collection of World War Photographs (165-WW) . L'ampia collezione, che ha richiesto due anni per essere on-line, contiene immagini ottenute dal Genio Comunicazioni dell'esercito americano, varie agenzie governative federali e statali e dalla Croce Rossa americana.
La maggior parte della collezione contiene immagini di soldati che partecipano a vari momenti della vita militare, dall'addestramento alla battaglia al combattimento attivo.
Gli archivisti però hanno notato qualcos'altro nelle foto: i gatti.
Si calcola che siano stati utilizzati circa 500.000 gatti, per operazioni di terra, nelle trincee e soprattutto in mare.

L'utilizzo dei gatti a bordo delle navi, in particolare, è facilmente intuibile: I roditori possono causare danni a funi, oggetti in legno e, più recentemente, cavi elettrici. Inoltre, i topi minacciano i magazzini delle navi, divorano il cibo degli equipaggi e possono causare danni economici alle merci delle navi.

Tutto cominciò nell'età della civiltà egiziana, circa 5000 anni fa, nella valle del Nilo.
La specie felis sylvestris libyaca, altrimenti conosciuta come il gatto selvatico africano, fu gradualmente attratta dalla domesticità del passaggio umano dalla vita nomade a quella agraria.
I roditori attratti dai raccolti, a loro volta attiravano i gatti selvatici che dimostrarono così la loro utilità controllando topi e ratti, stabilendosi come parte della comunità, rivelando la loro natura affettuosa e diventando animali domestici amati.
Queste abilità hanno guadagnato il rispetto degli egiziani fino al punto di divenire un culto.
In seguito, i capitani delle navi mercantili che visitavano i porti egiziani furono impressionati da queste misteriose creature che proteggevano i depositi di grano della nazione e riconoscendo che tali abilità sarebbero state di valore incommensurabile a bordo delle loro navi, reclutarono alcuni di questi animali.

Questi intrepidi gatti erano più che disposti a salire a bordo ma, essendo di natura indipendente, avevano la stessa probabilità di saltare la nave al porto successivo e accoppiarsi con gatti selvatici locali. E così diverse razze si sono evolute e si sono diffuse da un paese all'altro in tutto il mondo.
Ecco perché, in fondo, tutti i gatti domestici sono davvero "gatti di bordo".

Omaggio a Philip Roth, uno scrittore geniale e controverso.

Il romanziere Philip Roth, ampiamente considerato una delle figure più importanti della letteratura americana moderna, è morto il mese scorso a Manhattan all'età di 85 anni.

Nato a Newark, nel New Jersey, nel 1933, Roth è stato uno dei più celebri autori della sua generazione, con premi che includevano due National Book Awards, due National Book Critics Circle Awards, il Man Booker Prize, tre PEN / Faulkner Awards, e il premio Pulitzer 1998 per la American Pastoral.

Roth era noto per i suoi personaggi maschili lussuriosi, spesso sorprendentemente franchi, nonché per la sua esplorazione dell'identità ebraica e dell'antisemitismo in America. Il suo quarto e più controverso romanzo, Portnoy's Complaint del 1969 , ha scosso il mondo letterario. Come scrisse la critica femminista Vivian Gornick in un saggio del 2008 su Roth e Saul Bellow, "non era solo la forza precipitosa della prosa, ma lo shock della esplicitazione esasperata di Portnoy - la sua adorazione dello sfrenato, l'anti-sociale, la passione infantile nel cuore delle cose - che si nutriva con esuberanza nello spirito dei tempi ".

"La vacanza dei superstiti" di Franca Valeri

Metti una sera a cena, a casa di una cara vecchia amica... Potrai anche parlare dei suoi novantasei anni, anzi: "felice di essere una vecchia signora". Ma guai a raccontare dei tuoi viaggi o dei film che hai visto. Si annoierebbe a morte!
Leggere il nuovo libro di Franca Valeri, "La vacanza dei superstiti", pubblicato da Einaudi, è come stappare una bottiglia di buon vino d'annata: ne senti il carattere e lo spirito sedimentati negli anni, ne gusti le note armoniose, ne apprezzi il tempo trascorso a maturare sapientemente, per poi venirne catturato.

L'eterno conflitto esistenziale della merda.

Zurigo inaugura l'undicesima edizione della biennale d'arte moderna "Manifesta".
Il focus ribadito da molti punti di vista è il lavoro, con un concept chiaro e comprensibile, come per l'opera di Mike Bouchet: The Zurich Load. Una colossale installazione, risultato del trattamento di 80mila kg. di feci umane, ossia quelle prodotte quotidianamente dagli abitanti della città svizzera.

Naturalmente all'uscita della sala sigillata, i visitatori hanno a disposizione dei deodoranti, ma ciò che incuriosisce è il ricorrente utilizzo di escrementi umani da parte degli artisti, come metafora esistenziale dell'uomo.

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