{"id":6158,"date":"2025-09-19T13:02:13","date_gmt":"2025-09-19T13:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/?p=6158"},"modified":"2025-09-19T13:02:18","modified_gmt":"2025-09-19T13:02:18","slug":"the-new-yorker-compie-100-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/the-new-yorker-compie-100-anni\/","title":{"rendered":"The New Yorker compie 100 anni!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un Secolo di Eleganza e Arguzia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 21 febbraio 1925, un nuovo settimanale faceva la sua comparsa nelle edicole di New York, promettendo di essere un &#8220;riflesso nella parola e nell&#8217;immagine della vita metropolitana&#8221;. Nessuno avrebbe potuto prevedere che quella rivista, &#8220;<strong>The New Yorker<\/strong>&#8220;, sarebbe diventata una delle voci pi\u00f9 influenti e durature della cultura americana e mondiale. Un secolo dopo, The New Yorker \u00e8 ancora noto per la sua capacit\u00e0 di sorprendere, deliziare e informare con accuratezza e profondit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Quest&#8217;anno la rivista festeggia il suo centenario, un traguardo che celebra non solo la sua longevit\u00e0, ma anche la sua capacit\u00e0 di rimanere rilevante, sofisticata e, in un certo senso, eternamente &#8220;blas\u00e9&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"553\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.24_BACKSTORY_Ford_DIGITAL-900x553.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6164\" srcset=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.24_BACKSTORY_Ford_DIGITAL-900x553.jpg 900w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.24_BACKSTORY_Ford_DIGITAL-300x184.jpg 300w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.24_BACKSTORY_Ford_DIGITAL-768x472.jpg 768w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.24_BACKSTORY_Ford_DIGITAL.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La Nascita e la Visione di Harold Ross<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di &#8220;The New Yorker&#8221; nacque dalla mente e dal monocolo di Harold Ross, un giornalista del Midwest senza una laurea, ma con una visione molto chiara. Stanco dei giornali sensazionalistici, Ross voleva creare una rivista che si rivolgesse a un pubblico &#8220;sofisticato&#8221;, che si assumesse un &#8220;ragionevole grado di illuminazione da parte dei suoi lettori&#8221;. Una frase iconica che riassume il suo intento \u00e8 quella che la rivista &#8220;non si rivolge alle vecchie signore di Dubuque&#8221;, un modo per dire che non era destinata a un pubblico provinciale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"513\" height=\"700\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NY250901_C1A_WEB_Sherman_Eustace_Tilley-513x700.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-6160\" srcset=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NY250901_C1A_WEB_Sherman_Eustace_Tilley-513x700.gif 513w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NY250901_C1A_WEB_Sherman_Eustace_Tilley-220x300.gif 220w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NY250901_C1A_WEB_Sherman_Eustace_Tilley-768x1047.gif 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 513px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"513\" height=\"700\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Niemann_NYCentenary_NewYork_GIF-1-513x700.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-6161\" srcset=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Niemann_NYCentenary_NewYork_GIF-1-513x700.gif 513w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Niemann_NYCentenary_NewYork_GIF-1-220x300.gif 220w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Niemann_NYCentenary_NewYork_GIF-1-768x1048.gif 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 513px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La prima copertina, disegnata da Rea Irvin, divenne immediatamente un&#8217;icona: l&#8217;immagine del dandy <strong>Eustace Tilley<\/strong>, con la sua tuba e il monocolo, intento a osservare una farfalla. Questo personaggio, sebbene non fosse mai stato destinato a essere una mascotte ufficiale, divenne l&#8217;emblema non ufficiale della rivista e appare ancora oggi in occasione dell&#8217;anniversario.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la visione, l&#8217;inizio non fu facile. Dopo pochi mesi, le vendite crollarono e la rivista era sull&#8217;orlo del fallimento. Fu solo grazie all&#8217;intervento finanziario del co-fondatore Raoul Fleischmann, convinto da Ross a raddoppiare l&#8217;investimento, che &#8220;The New Yorker&#8221; riusc\u00ec a sopravvivere e a decollare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un&#8217;Isola di Giornalismo e Letteratura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin dalle origini, la rivista si \u00e8 distinta per un mix unico di contenuti: saggi approfonditi, racconti, poesie, satira, critica culturale e, ovviamente, le sue inconfondibili vignette.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Giornalismo di lunga forma:<\/strong> &#8220;The New Yorker&#8221; ha rivoluzionato il giornalismo con il suo approccio alle &#8220;long-form stories&#8221;, reportage lunghi e meticolosi che approfondiscono un argomento in modo ineguagliabile. Il suo impegno per la &#8220;fact-checking&#8221; \u00e8 leggendario: un&#8217;intera squadra di ben ventotto persone, ancora oggi, verifica ogni singola affermazione prima della pubblicazione.<\/li><li><strong>Contributi d&#8217;autore:<\/strong> Le sue pagine sono state un trampolino di lancio e una casa per alcuni dei pi\u00f9 grandi nomi della letteratura del XX e XXI secolo. Da J.D. Salinger a Vladimir Nabokov, da Dorothy Parker a John Updike, la lista degli autori \u00e8 sterminata.<\/li><li><strong>Le vignette:<\/strong> Le vignette sono una parte essenziale dell&#8217;identit\u00e0 della rivista, con un umorismo sottile e spesso surreale che ha fatto scuola. Non a caso, nel gergo comune, l&#8217;espressione &#8220;New Yorker cartoon&#8221; \u00e8 diventata sinonimo di una vignetta intelligente e tagliente.<\/li><li><strong>Le copertine:<\/strong> Le copertine della rivista sono vere e proprie opere d&#8217;arte, spesso capaci di catturare lo spirito del tempo con un&#8217;unica immagine. Da quella celeberrima del 2001, in cui le sagome delle Torri Gemelle si stagliavano appena visibili su uno sfondo nero, a quelle che affrontano temi politici e sociali, ogni copertina \u00e8 un manifesto visivo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>I Direttori e le Curiosit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia di &#8220;The New Yorker&#8221; \u00e8 segnata anche dai suoi direttori, figure carismatiche che ne hanno plasmato l&#8217;evoluzione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Harold Ross (1925-1951):<\/strong> Il fondatore, un perfezionista e un uomo tormentato ma geniale, che ha definito l&#8217;identit\u00e0 della rivista.<\/li><li><strong>William Shawn (1952-1987):<\/strong> Il direttore pi\u00f9 longevo, sotto la sua guida la rivista divenne un faro di giornalismo d&#8217;inchiesta, pubblicando pezzi epocali come il celebre &#8220;Hiroshima&#8221; di John Hersey.<\/li><li><strong>Tina Brown (1992-1998):<\/strong> L&#8217;unica donna a dirigere la rivista, soprannominata scherzosamente &#8220;Una Stalin in tacco 12&#8221; per la sua determinazione, ha rivitalizzato la rivista con un approccio pi\u00f9 contemporaneo e accattivante.<\/li><li><strong>David Remnick (1998-oggi):<\/strong> Sotto la sua direzione, &#8220;The New Yorker&#8221; ha saputo abbracciare l&#8217;era digitale, pur mantenendo la sua identit\u00e0 e il suo rigore.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"600\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/hub-history-anim-dorothy-RD.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-6162\"\/><figcaption>Dorothy Parker &#8211; Critico e umorista<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Curiosit\u00e0: La &#8220;Casalinga di Dubuque&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;espressione &#8220;<strong>la casalinga di Dubuque, Iowa<\/strong>&#8221; \u00e8 entrata a far parte del gergo della redazione per indicare un lettore che non avrebbe capito le allusioni sofisticate della rivista. Era una sorta di &#8220;prova del nove&#8221; interna: se un pezzo risultava troppo oscuro o elitario, la battuta era che non sarebbe stato compreso dalla &#8220;casalinga di Dubuque&#8221;. Questa figura immaginaria, ben presto, divenne un simbolo dell&#8217;identit\u00e0 snob e colta di &#8220;The New Yorker&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"790\" height=\"700\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/100newyorker_festival-790x700.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6163\" srcset=\"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/100newyorker_festival-790x700.jpg 790w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/100newyorker_festival-300x266.jpg 300w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/100newyorker_festival-768x681.jpg 768w, https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/100newyorker_festival.jpg 793w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A 100 anni dalla sua fondazione, la rivista continua a rappresentare un&#8217;eccellenza nel mondo del giornalismo e della cultura. Con una combinazione di rigore, eleganza e umorismo, &#8220;The New Yorker&#8221; ha dimostrato che un certo tipo di giornalismo, quello che non ha fretta, che scava a fondo e che assume l&#8217;intelligenza dei suoi lettori, \u00e8 tutt&#8217;altro che morto. Il suo \u00e8 un racconto di successo che continua a essere scritto, numero dopo numero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Il 21 febbraio 1925, un nuovo settimanale faceva la sua comparsa nelle edicole di New York, promettendo di essere un &#8220;riflesso nella parola e nell&#8217;immagine della vita metropolitana&#8221;. Nessuno avrebbe potuto prevedere che quella rivista, &#8220;<strong>The New Yorker<\/strong>&#8220;, sarebbe diventata una delle voci pi\u00f9 influenti e durature della cultura americana e mondiale. Un secolo dopo, The New Yorker \u00e8 ancora noto per la sua capacit\u00e0 di sorprendere, deliziare e informare con accuratezza e profondit\u00e0. <\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Quest&#8217;anno la rivista festeggia il suo centenario, un traguardo che celebra non solo la sua longevit\u00e0, ma anche la sua capacit\u00e0 di rimanere rilevante, sofisticata e, in un certo senso, eternamente &#8220;blas\u00e9&#8221;.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mo_disable_npp":"","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[329,344,5,2],"tags":[],"class_list":["post-6158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-primopiano","category-libri","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6158"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6165,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6158\/revisions\/6165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.farsiunlibro.it\/wpn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}