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Amelia è una ragazzina riservata e timida, ha i capelli neri e gli occhi dolci. Le sue gote chiare diventano rosse se si sente osservata… e ad osservarla spesso è Salvatore. Abitano nello stesso palazzo e non è difficile incontrarsi su e giù per il grande scalone di cemento che porta ai vari appartamenti affacciati sul lungo corridoio che abbraccia, a cielo aperto, l’intera palazzina a mo’ di anfiteatro. È uno spazio comune dove si incontrano e, spesso, si scontrano i desideri e i sogni dei diversi inquilini.
Quello di Salvatore è di diventare sacerdote o almeno così sembra… studia in seminario. È un ragazzino che ama la conoscenza ed è molto curioso. Nei giorni di vacanza quando torna a casa si sente spaesato… la guerra è finita da poco e quella che si respira in famiglia non è sempre aria di festa ma piuttodto di sopravvivenza. A lui, però, basta poco: un sorriso, uno sguardo, soprattutto se a donarglielo è quella ragazzina semplice e col cuore in mano. E così il suo spirito vivace trova pace.
La famiglia di Amelia è numerosa, lei è la quarta di sette figli e in casa c’è tanto da fare; per fortuna è generosa ed accomodante e non fa mancare a nessuno il suo aiuto, neanche a qualche vicina che ha difficoltà a gestire i propri figli; adora i bambini ed è un po’ la mammina di tutti i piccoli del palazzo. Il suo viso è spesso provato dalla stanchezza e il corpo coperto da vestiti smessi delle sorelle più grandi o di qualche lontana cugina ma niente riesce a rovinare la sua leggiadria, quella da cui Salvatore è sempre più attratto al punto da abbandonare il seminario.
Un altro progetto si fa strada nel suo cuore, pian piano. E quel progetto riguarda Amelia. Vuole condividere con lei la sua vita e il peso dei suoi affanni. Il collegio non ha reso giustizia ai suoi anni migliori, quelli che dovevano essere spensierati e riesce con lei a trovare la sua stabilità emotiva, la sua felicità, al punto che vuole sposarla subito e subito creare una famiglia.
Quattro figli… a coronare quel sogno. Quanta vita e quanto amore!
Tante gioie ma anche tante preoccupazioni, insieme ad una fede coraggiosa e la voglia di non arrendersi mai… neanche di fronte alla malattia, quella terribile, che arriva come un uragano a spazzare via ogni ricordo, ogni passato, ogni traccia di quel che è stato. Amelia non lo riconosce più… ma lui non si ferma, non l’abbandona un solo istante, non si risparmia e seppure l’età e gli acciacchi attentano alla sua inesauribile forza, il suo cuore non ammette ragioni, fino a quando proprio quel cuore non smette di battere… per sempre.
Che sia stato un infarto fulminante ad allontanarlo da lei, Amelia non lo sa, non lo ha capito e forse non ha capito neanche che lui non c’è più.
Di sicuro avverte un vuoto e l’unica parola sensata che ancora riesce a pronunciare è il suo nome: Totò. Così lo chiamava e così ancora lo chiama, istintivamente senza pensarci, qualche volta… all’improvviso.
Non sa dire che le manca ma si legge nel suo sguardo triste, perso, malinconico che per lei è assente o forse solo troppo lontano… oltre la vita, oltre la morte, oltre ogni ragione. Solo cuore.
Poi, una fredda notte d’inverno porta via pure lei, via dall’oblio, via dalla sofferenza. E in raggio di luce Amelia ritrova il suo Salvatore, pronto ad accoglierla, pronto a riabbracciarla. Solo cuore.
Cuore a cuore… per sempre!


