La Guerra della pasta: ORECCHIETTE CONTRO BUROCRAZIA!

La “guerra” per la pasta? Proprio così! Nascosta tra i vicoli di Bari, va in scena una battaglia epica. ORECCHIETTE CONTRO BUROCRAZIA! Scopri tutti i dettagli di questa battaglia dal sapore pugliese!

    
       

Nel cuore di Bari Vecchia, tra i vicoli stretti e il profumo di salsedine, si consuma una battaglia silenziosa, ma dal sapore amaro. Le protagoniste sono le “signore delle orecchiette”, le custodi di un’arte secolare, e il loro avversario non è un rivale commerciale, ma la burocrazia.

Le Signore delle orecchiette

La cronaca recente racconta di una vera e propria “guerra delle orecchiette“, scoppiata in seguito alle nuove regole imposte dall’amministrazione comunale. La mobilitazione delle pastaie, con cartelli e proteste, è la risposta diretta ai controlli che vietano la vendita su strada di prodotti senza autorizzazione.

Da un lato, c’è la posizione ufficiale: l’esigenza di garantire igiene, sicurezza alimentare e trasparenza fiscale. L’amministrazione sostiene che non si tratta di un attacco alla tradizione, ma di una spinta verso la legalità, per proteggere sia i consumatori che le lavoratrici stesse, inserendole in un sistema regolamentato.

Il Comune di Bari prende una posizione chiara sul futuro della storica via delle orecchiette

L’assessore allo Sviluppo locale, Pietro Petruzzelli, ha voluto fare luce sulla questione, separando la tradizione dall’illegalità.

Bari vecchia

“L’amore per le orecchiette fresche è un’eredità sacra,” ha dichiarato l’assessore. “Le pastaie possono continuare a esporre i loro prodotti e mostrare la preparazione in strada, ma la vendita non autorizzata, specialmente di prodotti industriali o non artigianali, è vietata.”

Il messaggio del Comune è forte e diretto: il loro intento non è ostacolare la tradizione, ma regolarizzare la situazione per tutelare l’artigianato locale. L’assessore ha concluso che alcune pastaie si stanno già mettendo in regola, dimostrando che è possibile un futuro in cui tradizione e legalità possono convivere in armonia.

Il grido di chi quelle mani le ha usate per una vita.

Le pastaie non si sentono solo venditrici, ma eredi di un sapere tramandato di madre in figlia. Per loro, l’orecchietta fatta a mano sul tavolino, sotto gli occhi dei passanti, non è un semplice prodotto, ma l’essenza stessa della loro identità. L’odore della farina, il movimento agile delle dita e il rapporto diretto con i turisti sono parte integrante di un rituale che sentono minacciato.

Questa battaglia va ben oltre il piatto di pasta. È la rappresentazione di uno scontro più grande: quello tra la tradizione e la modernità, tra l’artigianato e la produzione di massa, tra la cultura spontanea e la necessità di regolamentazione.

La domanda che rimane aperta è se esista una via di mezzo. Si può tutelare la storia e l’autenticità di un luogo senza soffocare la sua anima più vera? La sfida di Bari Vecchia non è solo trovare una soluzione per le sue pastaie, ma dimostrare che un ponte tra passato e futuro è possibile, dove la tradizione possa prosperare senza perdere la sua magia.

    
       

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