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Celebrando il Centenario di un eroe del Coraggio Civile.
Nel centenario della sua morte, il ricordo di Piero Gobetti si erge come un faro di integrità intellettuale e coraggio civile. Nato a Torino nel 1901 e morto a Parigi nel 1926, intellettuale antifascista, giornalista ed editore torinese, Gobetti lasciò un’impronta indelebile nella storia culturale e politica italiana, nonostante la sua breve vita.
Un fermento culturale precoce
Gobetti mostrò un’incredibile precocità intellettuale fin dalla giovane età. Si iscrisse all’Università di Torino, dove entrò in contatto con figure di spicco del panorama culturale e politico dell’epoca. La sua mente brillante e la sua passione per la libertà e la giustizia lo portarono a fondare una serie di riviste e a impegnarsi attivamente nel dibattito politico del tempo.
L’Editore e il Pensatore
Gobetti è forse più noto per il suo coraggio come editore. Fondò la rivista “La Rivoluzione Liberale”, un forum per idee nuove e spesso radicali che sfidavano l’ortodossia del fascismo nascente. La sua attività editoriale non si fermò qui; pubblicò anche opere di autori che sarebbero diventati fondamentali per la cultura italiana, contribuendo a creare uno spazio di resistenza intellettuale, tra i quali ricordiamo Eugenio Montale: Gobetti pubblicò la prima edizione assoluta di Ossi di seppia nel giugno 1925. Fu un’operazione coraggiosa per un poeta allora quasi sconosciuto, che avrebbe poi vinto il Premio Nobel.
Luigi Einaudi: futuro Presidente della Repubblica, pubblicò con lui saggi di economia e politica.
Giacomo Matteotti: Gobetti curò la pubblicazione di scritti legati al leader socialista, tra cui volumi commemorativi dopo il suo assassinio.
Don Luigi Sturzo: fondatore del Partito Popolare Italiano, espressione del cattolicesimo democratico.
Curzio Malaparte: prima della sua adesione più convinta al regime, collaborò e fu pubblicato da Gobetti.
Enrico Pea: autore della Versilia molto apprezzato da Gobetti per la sua scrittura visionaria.
Un opposizione coraggiosa al Fascismo
La sua opposizione al regime fascista era chiara e inflessibile. Gobetti credeva fermamente nella democrazia liberale e nella necessità di un dibattito aperto e libero. Le sue posizioni lo resero un bersaglio per le autorità fasciste, che tentarono di soffocare la sua voce attraverso la censura e le intimidazioni.
La Morte e l’Eredità
Costretto all’esilio a causa delle continue minacce e violenze, Gobetti si rifugiò a Parigi. Tuttavia, la sua salute già compromessa non resse alle conseguenze delle aggressioni subite in Italia, e morì all’età di 24 anni. Nonostante la brevità della sua vita, l’eredità di Gobetti è potente: un simbolo di resistenza intellettuale e morale contro l’oppressione.
Commemorazione Ufficiale: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato le celebrazioni il 16 febbraio 2026 al Teatro Carignano di Torino, evidenziando l’attualità del pensiero gobettiano.
Con l’occasione è stato Istituito il Comitato Nazionale per le celebrazioni (D.M. 71 del 12/02/2026) per valorizzare la figura di Gobetti.
Sono molti gli eventi e le iniziative editoriali promosse in questi giorni per ricordare la figura di Piero Gobetti
Il Centro Studi Piero Gobetti e il Cidi Torino coordinano un programma triennale (2026-2028) che coinvolge Torino, il Piemonte e l’Italia con convegni, spettacoli e attività didattiche.
Infinito Edizioni e le Biblioteche Civiche Torinesi promuovono la lettura e l’approfondimento delle sue opere.
Nel ricordare Piero Gobetti a cento anni dalla sua morte, celebriamo un esempio di integrità e coraggio che continua a ispirare. La sua vita ci insegna l’importanza della libertà di pensiero e della lotta per i principi democratici, valori che rimangono fondamentali per la nostra società contemporanea.


